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Recensione "Chi sta male non lo dice" di Antonio Distefano.

"Spesso mi sono sentita dire 'come sei timida'. Mi arrabbiavo e ci rimanevo male, perché vedevo come un insulto il fatto che altri sottolineassero il mio essere insicura. Molte volte mi sono sentita dire dalle mie colleghe e da mio padre 'devi intervenire di più, devi parlare, devi sorridere'. Mi convincevo che loro riuscivano a parlare con più facilità con le persone perché avevano qualcosa in più di me, ma mi sbagliavo. La timidezza è una forma di protezione verso noi stessi."
 
 
 
Immagino che tutti voi conosciate, per "Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?" o per "Prima o poi ci abbracceremo" Antonio Distefano.
Ecco, io sono una di quelle brutte persone che non ha letto nessuno dei due. Non perché non mi ispirassero ma perché ho sempre rimandato...
Qualche giorno fa poi non avevo libri a disposizione, ma solo il telefono su cui ho installato il Kindle, e su cui avevo scaricato "Chi sta male non lo dice", terzo romanzo dell'autore.
Ho deciso di leggerlo...e questo mi ha causato una notte insonne.
In modo positivo ovviamente.
Lettura da fare tutta d'un fiato.
 
Seppure tocca temi forti l'autore è stato in grado di scrivere frasi che possono toccare il cuore di chiunque, anche chi non ha mai vissuto tali temi.
Ognuno di noi può trovare qualche frase che lo rispecchia, che potrebbe riguardare il proprio carattere.
 
Ifem e Yannick, i due protagonisti, sono due ragazzi di colore. Conosciutisi durante un dibattito sull'immigrazione, si innamorano.
Entrambi però vivono situazioni difficili.
Tossico dipendente lui, tormentata dal pianto della madre l'ultima volta che l'ha vista prima che morisse lei.
 
Una storia piena di emozioni, da leggere, su cui riflettere, e da conservare nel cuore.
 
Grandissimo merito all'autore per saper utilizzare le parole in modo così efficace e...cos'altro dire?
 
Non vedo l'ora di leggere anche i primi due libri!
 
Per scaricare "Chi sta male non lo dice" collegarsi qui con iTunes o qui su Wattpad .


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