sabato 25 maggio 2019

Recensione "Le cose che ti vengono a cercare" di Lauretta Chiarini, edito Graphofeel.

Buongiorno a tutti e buon sabato, mi ritrovo finalmente a pubblicare qualcosa dopo una pausa (forzata da altri eventi!).
Come state?
Io sono piena di cose da fare, la sessione estiva all'università sta arrivando, e il tempo per leggere è sempre poco!

Oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto settimana scorsa, e su cui ho pensato un po' prima di scrivere la recensione.



TITOLO: Le cose che ti vengono a cercare
AUTRICE: Lauretta Chiarini
EDITO DA: Graphofeel
PUBBLICATO A: Aprile 2018
PAGINE: 224
FORMATO: Copertina flessibile
PREZZO: 16.00 €
SITO WEB: clicca QUI
VOTO: Tre stelline su cinque

Una libraia, un ragazzino, un barista, una prostituta. E un cadavere. L’incontro con un adolescente introverso ed impacciato stravolge la vita metodica e solitaria di Cecilia, libraia modenese cinquantenne. Artefice fondamentale del cambiamento, insieme al giovanissimo Leo­nardo, è Orazio, barista dirimpettaio  di Cecilia, innamorato di lei da sempre.
Tra Modena e Genova, dal ritrovamento  di un cadavere alla ricerca di una prostituta, la vita dei tre personaggi principali tocca alti e bassi, alternando crisi di sconforto a momenti di autentica gioia.

Quando ho letto la trama, devo essere sincera, il mio primo pensiero è stato "Non fa per me, non riuscirò mai a leggerlo", perchè tratta temi e generi che solitamente non prediligo e anzi, fatico proprio a terminare. Poi ho aperto la prima pagina, rassegnata e consapevole del fatto che avrei dovuto leggerlo. Ho iniziato, la prima riga, la seconda, la terza,... il primo paragrafo, il secondo, il terzo,... il primo capitolo, il secondo, il terzo,... 
Così fino alla fine, quasi tutto d'un fiato. 
A termine lettura non ne ero entusiasta (ma ciò dettato dal fatto che, come detto, non amo questo genere e questi temi), ma ero veramente sbalordita dal modo in cui mi aveva preso.
Ho quindi deciso di rifletterci un po' su, perchè così, a caldo, non avrei saputo cosa scrivere. Non avrei saputo dire se mi era piaciuto o no, e il perchè.
L'ho lasciato lì un po' di giorni, pensandoci su, rileggendo di tanto in tanto qualche frammento.
E sono arrivata alla conclusione che il modo in cui un libro viene scritto può davvero fare miracoli.
E' una storia coinvolgente, specialmente per come l'autrice, Lauretta, la presenta. Ricca di dettagli che ti permettono di entrare un po' nella storia.
Un linguaggio fluente e semplice che scorre via veloce sotto gli occhi, senza giri interminabili di parole o senza frasi complesse in cui il lettore si può perdere.
Giusta concentrazione di dialoghi, presenti ma non in troppa quantità, perfetta combinazione discorso diretto/narrazione. 

Una storia bella, adatta a tutti, anche a chi non ama i libri con crimini e misteri, come me.
Adatto a chi vuole una lettura scorrevole, non troppo impegnativa.
Adatto a chi ha voglia di passare qualche ora in compagnia di un buon libro. 


martedì 7 maggio 2019

Recensione "La tesi della duchessa" edito Graphofeel

Buon pomeriggio a tutti, è iniziata da poco questa settimana, e dopo quasi un mese di ponti, vacanze, e festività continui, abbiamo ricominciato davvero! 

Come avete usato tutto questo tempo libero?
Io ho studiato, e letto tanto! Per cui preparatevi, perché avrò da parlarvi di tante belle cose. 

Iniziamo con "La tesi della duchessa" di Ilaria Vespignani ed edito Graphofeel (di cui potete sapere di più cliccando QUI )perché è, probabilmente, quello che ho sentito più vicino a me, per situazione e interessi.



Già, perché il romanzo d'esordio di Ilaria è un viaggio nell'arte che va oltre la realtà. La protagonista, Lucrezia, sta per scrivere la tesi di laurea in storia dell'arte. Affrontando l'argomento scelto viene coinvolta talmente tanto che si ritroverà a sognare personaggi storici collegati agli argomenti di studio, in luoghi, atteggiamenti, emozioni che né lei, ma probabilmente nessun altro, poteva conoscere. Decide quindi di andare più a fondo, di partire, con le amiche Greta e Livia, per Urbino, a visitare i luoghi dove vivevano gli Sforza. Cosa accadrà qui? Lucrezia riuscirà a venire fuori da questi strani avvenimenti? Riuscirà a scoprire di più? 

Si tratta di una storia con due lati: 
-uno divertente, capace di suscitare sorrisi ad ogni pagina per la leggerezza con cui viene narrata la storia, la stessa leggerezza che la protagonista, assieme agli altri personaggi (tutto presumibilmente poco più che ventenni), assumono vivendo le cose, intrecciando un viaggio di studio con l'occasione di passare del tempo con le amiche e divertirsi, la leggerezza che caratterizza una giovane ragazza quando parla del ragazzo che le piace, che spera di incontrare e di vedere; 
-uno più serio, più culturale, caratterizzato dalla descrizione di opere, artisti, tratti di storia, da cui si può imparare tanto senza aver bisogno di mettersi su un libro di scuola. 

Un perfetto equilibrio tra i due aspetti, nessuno dei due prevale sull'altro. Non è stata messa da parte l'arte, fulcro del romanzo, per dare spazio alle vicende personali, e non sono state messe da parte queste ultime per approfondire gli aspetti culturali, cosa che sarebbe potuta risultare noiosa e pesante. 

Un libro fatto di incastri, difficili spesso da dosare, difficili da collegare senza perdere fili, descrizioni, dettagli. Ma riusciti benissimo in questo caso.
Ho avuto paura a inizio lettura, quando la trama sembrava complicata, che sarebbero rimasti aspetti non conclusi, discorsi lasciati a metà, riflessioni non terminate. 

E invece si è rivelata una lettura piacevolissima, fatta quasi senza interruzioni, interessante (specialmente perché anche io studio storia dell'arte e mi ha dato molti spunti) e sorprendente. 

In conclusione, a chi lo consiglio?

A tutti. 
A chi ama l'arte, per compiere un viaggio al suo interno, diverso dal solito. 
A chi è appassionato, ma non ne sa molto, per avere un'occasione di scoprire tante cose.
A chi non ne è interessato, per riuscire ad avvicinarcisi in un modo leggero, dolce e chissà, magari questa lettura potrà aprire una nuova porta.