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Recensione "Le professoresse meccaniche" di A. Lentini, edito Graphofeel

Buongiorno a tutti, sta arrivando il weekend, le vacanze, i viaggi. 

Più tempo libero, più libri. Che siano in casa mentre ci si riposa, al mare sotto un ombrellone o in montagna durante una scampagnata. 

Vi parlo, oggi, di uno dei libri più controversi che abbia mai letto. 
Ma al tempo stesso anche uno dei libri che ultimamente mi ha fatto riflettere di più. 

Sto parlando de "Le professoresse meccaniche e altre storie di scuola." di Alfonso Lentini, edito Graphofeel. 156 pagine, copertina flessibile, prezzo di copertina €14.00. (Per saperne di più potete andare sul sito della casa editrice cliccando QUI)



Una raccolta di 20 brevi racconti incentrati, come si può interpretare dal titolo, sul mondo scolastico. 

Sul retro di copertina leggiamo: "Tre “professoresse meccaniche” vengono fabbricate in fretta e furia per sostituire quelle in carne e ossa uccise nei bombardamenti di una guerra che imperversa da secoli. Un professore, smarritosi nei corridoi del suo istituto, compie una sconclusionata “discesa agli inferi” che lo porta a scoperte sconvolgenti. E poi ancora: scuole poste in una valle priva di onde sonore, scuole speculari costruite sulle sponde opposte di due fiumi, scuole in miniatura che riprendono vita dopo cento anni nella camera da letto di un collezionista. Professori di improbabili materie come Lucore Lunare, Canto Inverecondo, Lingua Lillipuziana. Avvenenti bidelle che si levano in volo, ma anche professoresse volanti che viaggiano in stormi con la borsa a tracolla. Perché nel mondo scolastico, anche in quello vero, il paradosso lo puoi sempre trovare dietro l'angolo."

Si parla di più avventure, più personaggi. 

Ce n'è uno, da cui il libro prende il titolo, che parla di tre professoresse meccaniche. Hanno un nome, Leprottina, Padellina e Pallotta. Vengono presentate in aula magna, un giorno in cui tutti sono tirati a lucido e indossano i loro vestiti più belli. Ruotano nelle classi, al cambiare dell'ora, con la campanella, loro terminano la lezione e vanno in un'altra classe. Sorridono, interrogano, rispondono, sgridano, guardano gli studenti. Tutto ciò perchè è in atto la guerra, le professoresse in carne ed ossa sono state uccise e serve rimpiazzarle. Ma quanto durerà tutto ciò? Quale sarà il loro destino una volta finita la guerra? 

C'è poi Cotiledone, insegnante con un corpo di un essere mostruoso, tantissimi occhi, passo lento e goffo, aculei sulla schiena, che si trova nella posizione di dare un'ultima possibilità ad una alunna, Piroetta, per non essere bocciata. Le fa una domanda, la più difficile, a cui forse nessuno saprebbe rispondere. "Chi sei?". 

E così via, passando per posti diversi, storie diverse. 
Tanti elementi che classificano un mondo. Il mondo del non-reale. 

Ma siamo sicuri che sia così?

Come incipit della mia recensione ho scritto che è uno dei libri più controversi che abbia mai letto.
Già perchè ogni singola riga di ogni racconto è paradossale. 
Tutto è insensato, surreale, immaginario. Ma tutto, se visto metaforicamente è uno specchio della nostra realtà. Della nostra scuola. 

Sempre più spesso le lezioni frontali, fatte da professori in carne ed ossa, sono sostituite da lezioni online, slide, fotocopie.

Sempre più spesso ragazzi vanno avanti nella scuola per inerzia, perché così si deve fare, o perché al giorno d'oggi il mondo del lavoro è una realtà difficile da penetrare, e quindi può risultare più facile continuare a studiare, senza sapere cosa vogliono e chi sono.

La chiamiamo tecnologia?
Lo chiamiamo progresso?
La chiamiamo quotidianità?

Un cammino verso cose che oggi sembrano normali, ma fino a pochi anni fa inimmaginabili.
Un cammino verso situazioni nuove, che mutano nel tempo al cambiare del mondo e della società.

Enorme potenza del libro. Nascondere, dietro una narrazione fantastica -con padronanza buona del linguaggio, temi chiari, scrittura precisa, mai noiosa, mai banale, discorso diretto che focalizza il lettore e lo ingloba nella scena- tanta realtà del giorno d'oggi. 

Una lettura adatta a tutti, grandi e meno grandi. 
Una riflessione sul mondo della scuola, per chi la vive dall'interno -ruolo di insegnante o alunno che sia- e per chi la vede esternamente.
Ma anche una riflessione sulla vita, sull'oggi. 

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