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Recensione "Le cose che ti vengono a cercare" di Lauretta Chiarini, edito Graphofeel.

Buongiorno a tutti e buon sabato, mi ritrovo finalmente a pubblicare qualcosa dopo una pausa (forzata da altri eventi!).
Come state?
Io sono piena di cose da fare, la sessione estiva all'università sta arrivando, e il tempo per leggere è sempre poco!

Oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto settimana scorsa, e su cui ho pensato un po' prima di scrivere la recensione.



TITOLO: Le cose che ti vengono a cercare
AUTRICE: Lauretta Chiarini
EDITO DA: Graphofeel
PUBBLICATO A: Aprile 2018
PAGINE: 224
FORMATO: Copertina flessibile
PREZZO: 16.00 €
SITO WEB: clicca QUI
VOTO: Tre stelline su cinque

Una libraia, un ragazzino, un barista, una prostituta. E un cadavere. L’incontro con un adolescente introverso ed impacciato stravolge la vita metodica e solitaria di Cecilia, libraia modenese cinquantenne. Artefice fondamentale del cambiamento, insieme al giovanissimo Leo­nardo, è Orazio, barista dirimpettaio  di Cecilia, innamorato di lei da sempre.
Tra Modena e Genova, dal ritrovamento  di un cadavere alla ricerca di una prostituta, la vita dei tre personaggi principali tocca alti e bassi, alternando crisi di sconforto a momenti di autentica gioia.

Quando ho letto la trama, devo essere sincera, il mio primo pensiero è stato "Non fa per me, non riuscirò mai a leggerlo", perchè tratta temi e generi che solitamente non prediligo e anzi, fatico proprio a terminare. Poi ho aperto la prima pagina, rassegnata e consapevole del fatto che avrei dovuto leggerlo. Ho iniziato, la prima riga, la seconda, la terza,... il primo paragrafo, il secondo, il terzo,... il primo capitolo, il secondo, il terzo,... 
Così fino alla fine, quasi tutto d'un fiato. 
A termine lettura non ne ero entusiasta (ma ciò dettato dal fatto che, come detto, non amo questo genere e questi temi), ma ero veramente sbalordita dal modo in cui mi aveva preso.
Ho quindi deciso di rifletterci un po' su, perchè così, a caldo, non avrei saputo cosa scrivere. Non avrei saputo dire se mi era piaciuto o no, e il perchè.
L'ho lasciato lì un po' di giorni, pensandoci su, rileggendo di tanto in tanto qualche frammento.
E sono arrivata alla conclusione che il modo in cui un libro viene scritto può davvero fare miracoli.
E' una storia coinvolgente, specialmente per come l'autrice, Lauretta, la presenta. Ricca di dettagli che ti permettono di entrare un po' nella storia.
Un linguaggio fluente e semplice che scorre via veloce sotto gli occhi, senza giri interminabili di parole o senza frasi complesse in cui il lettore si può perdere.
Giusta concentrazione di dialoghi, presenti ma non in troppa quantità, perfetta combinazione discorso diretto/narrazione. 

Una storia bella, adatta a tutti, anche a chi non ama i libri con crimini e misteri, come me.
Adatto a chi vuole una lettura scorrevole, non troppo impegnativa.
Adatto a chi ha voglia di passare qualche ora in compagnia di un buon libro. 


Commenti

  1. Grazie per la recensione. Sono lieta che la mia scrittura abbia fatto la differenza.

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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