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Recensione "Le impressioni di Berthe" di Stella Stollo edito Graphofeel

Tre cose che amo sono la lettura, l'arte e le storie vere. 
Quindi, parlarvi di un libro che concilia tutte e tre le cose è per me bellissimo, ma anche al tempo stesso difficile perché mettere nero su bianco ciò che provo non è sempre facile. 
I libri suscitano emozioni, e non è semplice da spiegare, ma è così. 
I libri ti toccano, ti segnano, ti rimangono dentro. 
E tu devi capire in che modo lo hanno fatto, cosa ti hanno dato, mescolarlo ai tuoi pensieri e poi esprimerlo. 


"Le impressioni di Berthe"
di Stella Stollo
edito Graphofeel
pubblicato nel 2018
per acquistarlo, avere più informazioni e leggere un'anteprima



"Le impressioni di Berthe" racconta la vita di questa pittrice non tanto conosciuta ma bravissima, la moglie del fratello di Manet, Eugene. Viene raccontata però in un modo particolare.
Dopo la sua morte, infatti, la figlia Julie si ritrova con amici pittori della madre, grandi nomi quali Renoir, Degas, a dover allestire una mostra a lei dedicata. Attraverso questi momenti, i ricordi di Julie, i ricordi e i racconti degli amici, ma specialmente flashback della vita di Berthe, raccontati da lei in prima persona, si ripercorre tutta la sua storia, artistica e personale. 

Una storia dolce, coinvolgente, che ti abbraccia, ti trasporta. 
Il linguaggio, infatti, è -a mio parere- il punto di forza del racconto. 
Elevato ma comprensibile, degno del migliore dei racconti scritti ai tempi in cui è ambientato. 
Non si sente un distacco temporale, sembra di vivere assieme ai personaggi quella società, quegli ambienti, quella gente, ... 
La mente viene portata indietro, fatta viaggiare, cullata.
La storia è ricca di dettagli, scene, momenti, dialoghi, espressioni, sguardi, pensieri, tutto descritto alla perfezione, senza tralasciare nulla. 
Così che, leggendo, anche davanti agli occhi dei lettori si possano formare le scene narrate, un film creato da ognuno di noi grazie al perfetto uso delle parole. 
Il fatto che sia narrata una storia vera, anche se purtroppo poco conosciuta rafforza tutto ciò. 
È ancora più facile così fermarsi alla fine di ogni scena, chiudere gli occhi, immaginarla e viaggiare lì. 
Il lettore si fa così osservatore nascosto onnipresente nella storia, perché niente viene lasciato in sospeso, tutto è chiaro. 

Consigliato? Si, assolutamente.
A chi? A chi ama la bella lettura e i bei libri, prima di tutto. A chi ama l'amore, la dolcezza, viaggiare con la fantasia, altri tempi, le donne, l'arte. 

Con la consapevolezza che, dietro alle storie e ai personaggi più conosciuti, se ne nascondono altrettanti belli e interessanti. 

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